Lyrical Arab Dance

Le radici espressive della cultura tradizionale della danza araba


Nel video una dimostrazione di Sabina Todaro

Orario delle lezioni
Giovedì dalle 14.30 alle 16.00 Sede: Metiss’art- Via Morbelli 7 (MM1 Amendola e De Angeli)
Venerdì dalle 19.00 alle 20.30 Sede: Via Pomezia 12 Milano

Saggio di Lyrical Arab Dance

Saggio di Lyrical Arab Dance

Frutto di anni di ricerca sul movimento, sul corpo, sull’espressività e sulla dimensione energetica dell’anima musicale del mondo arabo e mediterraneo di Sabina Todaro.
Da quasi 30 anni Sabina studia e sperimenta, attraverso viaggi e studi, che affianca ad un profondo lavoro di pedagogia, neurologia, anatomia e fisiologia.
Contributo fondamentale alla creazione della Lyrical Arab Dance è la Hilal Dance, il lavoro dei danzatori e coreografi Suraya Hilal e Alessandro Bascioni.

Il Medio Oriente è un posto dalle tradizioni di musica e danza molto ricche sulle quali l’Occidente ha creato il mito dell’Orientalismo, confondendo le carte in modo spesso incomprensibile.
Avvicinarsi alla cultura artistica araba ci porta a capire l’essenza della musica e della danza dell’altra sponda del Mediterraneo; esplorare generi, epoche, similitudini e differenze ci fa viaggiare oltre la banalità delle forme commerciali, immergendoci nel nucleo espressivo della sensibilità Araba, per la quale danzare è gioia, benessere, voglia di vivere e di comunicare, voglia di condividere, di celebrare l’essere con gli altri al di là delle situazioni momentanee e personali, riconoscendosi nella propria umanità.

Lyrical Arab Dance

Lyrical Arab Dance

La lezione si compone di esercizi energetici e fisici costruiti allo scopo di rinforzare, allungare e centrare il corpo per renderlo duttile ed espressivo, ampliando e moltiplicando le possibilità di movimento e di comunicazione con sé, col gruppo, con la musica e con lo spazio. Si esprimono così appieno le proprie potenzialità, senza giudizio, con gioia.
Il mondo Arabo vive la danza e la musica in questo modo: esse non sono mai momenti virtuosistici fini a se stessi, o di autocelebrazione, né mezzi di espressione della propria realtà momentanea, ma parlano all’essenza dell’uomo, da cuore a cuore.