Progetto: Sud Italia! Pizzica, Tammurriata, Tarantella, Tamburello
I corsi di Pizzica, Tammurriata, Tarantella e Tamburello si svolgono in due sedi:

* Il Mosaico - Via Pomezia 12 (MM1 e MM2 Loreto)
* Il Mosaico c/o Accadueo Areaterra, Viale Lucania 27 (MM3 Brenta e Corvetto)
Lunedì: 21.15-22.30 Pizzica Pizzica - La Pizzica dell'Alto Salento - con Marcello Lomascolo. Sede: Il Mosaico c/o Accadueo Areaterra, Viale Lucania 27 (MM3 Brenta e Corvetto)
calendario incontri:
6 - 13 - 20 - 27 FEBBRAIO 2012
Mercoledì: 21.30-22.45 Pizzica Pizzica - Corso di approfondimento della tarantella del Basso Salento - con Valentina Camito. Sede: Il Mosaico - Via Pomezia 12 (MM1 e MM2 Loreto)
calendario incontri:
8 - 15 - 22 - 29 FEBBRAIO 2012;
Lunedì: 21.15-22.30 Pizzica Pizzica - La Pizzica del Basso Salento - con Valentina Camito. Sede: Il Mosaico c/o Accadueo Areaterra, Viale Lucania 27 (MM3 Brenta e Corvetto)
calendario incontri:
5 - 12 - 19 - 26 MARZO 2012
Mercoledì: 21.30-22.45. Corso di Tammurriata - con gli inseganti di Canto Antico. Sede: Il Mosaico - Via Pomezia 12 (MM1 e MM2 Loreto)
calendario incontri:
7 - 14 - 21 - 28 MARZO 2012
Laboratorio di danza popolare del Sud Italia
La pizzica, cioè la tarantella del Salento, attualmente sta vivendo una stagione di fama ed enorme diffusione a livello nazionale: il “nuovo popolo che balla” cresce, attratto dal fascino dell’ antico mito della taranta.“La taranta… il ragno velenoso capace di creare stati alterati di coscienza e di indurre a una danza estatica dal potere catartico... mani insanguinate percuotono tamburelli…. ritmi ipnotici sostengono danze infuocate che si protraggono per ore e per giorni….”Nelle grandi città la reviviscenza di questa antica danza contadina ha dato vita a un vero e proprio fenomeno di moda, descrivendo nuove forme aggregative, gioiose e informali. In questo nuovo contesto si sono sensibilmente modificati i codici e le modalità di esecuzione del ballo, i movimenti e le coreografie vengono continuamente rivisitati e gli stili uniformati. Guardando alla tradizione però è ancora’ possibile individuare due macroaree : l’alto Salento e il basso Salento, nelle quali lo stile del ballo mantiene sfumature e caratteristiche proprie, pur all’interno di un codice e di un galateo coreutico comuni.IL LABORATORIO condotto da Roberta d’Alesio e da Valentina Camito, specializzate rispettivamente nello stile dell’Alto e del Basso Salento, SARA’ INCENTRATO SUL CODICE DI BASE DELLA PIZZICA PIZZICA E SUI DUE STILI ESECUTIVI DEL BALLO. NELLA PARTE FINALE DEL PERCORSO VERRANNO PROPOSTI DEGLI INCONTRI DI PRATICA GUIDATA, PER FACILITARE L’ACCESSO DI CIASCUN PARTECIPANTE ALLA RONDA.
Pizzicarella - corso di Pizzica per bambini
Lunedì dalle 17.00 alle 18.00. Dal 3 ottobre 2011
Sede: Il Mosaico - Via Pomezia 12 (MM1 e MM2 Loreto)
Insegnante Roberta D’Alesio

Valentina Camito

Laureata in studio e conservazione dei beni teatrali, studia per anni recitazione e fa parte di un gruppo di giocoleria usando i kiwido. Fin da bambina impara a cantare e ballare i repertori delle valli Occitane, conservando una preziosa tradizione di famiglia. Da anni si dedica alle danze popolari del Sud Italia, formandosi con CantoAntico Movimenti. Approfondisce lo studio della cultura popolare partecipando assiduamente a feste rituali e di piazza, secondo i canoni tipici della tradizione orale.
Marcello Lomascolo

Salentino, disegnatore, appassionato di arte e tradizioni popolari. Approfondisce la conoscenza della musica e del ballo dell’alto e medio Salento attraverso lunghe ricerche bibliografiche e sul campo. Cantore dal timbro antico e danzatore raffinato è tra i fondatori del progetto CAM.
Roberta D’Alesio

Napoletana, laureata in Scienze Politiche, ha approfondito gli studi sulla storia e la cultura musicale e magico-religiosa della Campania. Ha studiato danza contemporanea e teatro danza, lavorando specialmente il tema dell’espressivita’ corporea. Più di recente si è avvicinata alle danze popolari italiane, riscoprendo nelle danze rituali del Sud l’espressione coreutica di quel mondo socio culturale già indagato nel corso della sua formazione professionale. A Milano si forma con Canto Antico Movimenti, con cui attualmente collabora.
Loredana Leo
Leccese, biologa-ricercatrice. Formata in danza classica, ama le danze popolari italiane ed europee. Approfondisce il repertorio Salentino (canto e ballo), dedicandosi soprattutto alla pizzica del basso Salento e ad altre forme di danza della zona, sviluppando una didattica molto coinvolgente. Nel suo studio sul canto, si è sempre affiancata agli anziani, alla ricerca dello stile antico. Il suo approccio alla danza e alla musica è fondato sul rispetto dei valori della cultura di tradizione orale.
È parte del progetto “A sgrasciu” e CantoAnticoMovimenti.
Cinzia Vacca
Milanese, laureata in Psicologia e specializzata in psicoterapia e nell’uso terapeutico delle arti visive, musicali e coreutiche.
Dal 2002 si dedica alle danze popolari italiane ed europee, formandosi con corsi e stage in Italia e all’estero, e partecipando alle feste devozionali e di piazza.
Per informazioni visitate anche il sito internet del gruppo musicale Canto Antico Movimenti
I laboratori del Progetto: Sud Italia! si tengono in collaborazione con Francesca Di Ieso, Marcello Lomascolo, Massimiliano Murgo, Loredana Leo, Cinzia Vacca, di Cantoantico Movimenti.
Si tratta di lezioni multimediali che, attraverso la danza, la musica e le loro culture di riferimento esplorano Pizzica Pizzica, Tammurriata, Tarantella, Danze, Balli, Feste, Tamburi a cornice e Tamburelli, insomma, l'anima delle tradizioni di musica e danza dell'Italia del Sud!
“Ci sono molti modi di vedere, leggere, intendere quei fenomeni popolari (feste, balli, processioni, culti, riunioni, rappresentazioni, cerimonie, ricorrenze legate a date e luoghi), per loro stessa natura polivalenti, dove coesistono il motivo individuale e quello collettivo, il momento del sacro in sé inesprimibile, vago, senza limiti, incerto, spaventoso e insieme affascinante nel suo mistero, e quello rituale, certo e accertante, ripetibile, nei suoi limiti e legami di religione, e nelle sue forme stabili e rassicuranti, nella sua simbolica chiarezza e rigidità di schemi e formule. E c’è insieme una componente storica e sociale, una condizione di vita subalterna che in queste forme tramandate si esprime, con le sue contraddizioni, diversamente secondo il tempo e le alterne possibilità. E c’è una componente esistenziale e personale, con i suoi esorcismi, i suoi tentativi di difendersi contro il pericolo sempre attuale della perdita di una fragile presenza. E si può guardare queste feste come lo specchio di una realtà popolare, che si salva con esse e con il loro linguaggio di segni dalla distruzione da parte della classe dominante e della sua cultura.”
(Carlo Levi, dalla prefazione a "Chi è devoto feste popolari in Campania")