Come montare una coreografia flamenca

Guida al montaggio coreografico

Sabina Todaro

Baile solistico nel flamenco

Il corso si svolge il mercoledì alle 22 alle 23, nella sede di Via Passeroni 6

E’ preceduto dal corso “Con Mucho Compas”, che ne è un complemento obbligatorio

Quando si studia flamenco da diversi anni, si suppone che si siano imparate parecchie coreografie e che ci si sia confrontati con diversi generi musicali, affrontando la memorizzazione di suoni, movimenti, atteggiamenti corporei. Ad un certo punto però occorre fare il passo successivo: quello della propria autonomia. Il flamenco prevede che si riesca a ballare secondo il proprio sentire e non sempre e soltanto seguendo i passi appresi da qualcun altro, per quanto bravo, creativo e preparato possa essere. Nel flamenco occorre trovare la propria personalità. Ed esprimerla.

Per poter fare questo, sono necessarie diverse qualità:

  • conoscere e padroneggiare la tecnica ritmica
  • sapersi muovere in modo fluido ed efficace
  • saper esprimere emozioni e comunicarle
  • conoscere la teoria che sta dietro al flamenco e le sue strutture
  • conoscere e “sentire” il cante come linea guida del baile

Accanto a queste competenze, che si possono considerare come dei pre-requisiti, il lavoro del ballerino flamenco non è però finito: occorre che la sua danza sia in linea con la tradizione, che nel campo del flamenco è un elemento fondamentale ed imprescindibile. I codici di comunicazione fra chi danza, chi canta e chi suona devono essere chiari a tutti gli elementi per un’interazione efficace.

Lo sviluppo della propria sensibilità musicale e ritmica è un passaggio chiave per fare il salto di qualità che ci porti verso una danza personale e fruibile da un pubblico. Ma soprattutto, comprensibile a un chitarrista e ad un cantaor che non conoscano il nostro pezzo di coreografia: nel flamenco la tradizione vorrebbe che tutto fosse improvvisato o quanto meno che mantenesse i canoni dell’improvvisazione così chiari da essere interpretabili con enorme facilità senza dover fare prove.

Capire e  ascoltare i cante senza coprirlo con i propri suoni e movimenti, imparare a creare sequenza di suoni che abbiano uno sviluppo musicale e che accompagnino il pubblico e il gruppo verso un crescendo di forza, energia e velocità sono momenti chiave nello sviluppo della propria traiettoria coreutica.

Durante questo percorso, si pone attenzione alla costruzione di suoni ritmici di Escobilla, che devono essere fra loro coerenti e mantenere sveglia l’attenzione di chi ascolta, sorprendendo sempre con qualcosa di imprevisto, ma senza creare eccessive e complicate dissonanze che rischiano solo di “mandare fuori compas”, fuori ritmo, il resto del gruppo.

Particolare attenzione si rivolge anche alla creazione della struttura di Llamadas, Cortes, Remates, Cierres, Subidas e camios de sentido, elementi imprescindibili da padroneggiare per poter ballare.

Gli incontri di guida al montaggio coreografico nel flamenco sono destinati ad allievi che abbiano alle spalle un buon bagaglio di esperienza nel flamenco. Sono accompagnati due volte al mese dalla musica dal vivo, per sperimentare direttamente la relzioe con la chitarra e con la percusisone senza la mediazione di una coreografia già montata da un insegnante.

Si sceglierà un palo in specifico, che sarà l’occasione per i diversi allievi per montare ognuno la propria coreografia, o anche soltanto parti di essa, senza la fretta di dover concludere l’intero lavoro in un anno accademico, soffermandosi invece sulla ricerca dello stile, della qualità de suono, della relazione con il cante. A fine anno scolastico sarà possibile presentare il lavoro coreografico all’interno del saggio di fine anno del Mosaico Danza con musica dal vivo.