Il Mosaico

Il Mosaico Arti Danze Culture

Via Pomezia, 12 - 20127 Milano
Via Passeroni, 6 - 20135 Milano

C.F. 97205050152

Per info su corsi lezioni e seminari

 

TEL. 02.5831.7962

CELL. 339.2130364

Email: info@ilmosaicodanza.it

tu sei qui: home -> yoga -> i mudra e lo yoga

Definiamo il concetto

Il significato del termine mudra è sigillo, matrice, simbolo, ma anche gesto, attitudine. Vediamo diverse definizioni:

Dal glossario sanscrito: “gesto, sigillo, simbolo. Movimento gestuale simbolico che accompagna la formulazione dei mantra o l’assunzione di determinate posizioni (asana)”.

Dal Kularnava Tantra: “ mud=delizia, piacere e dravay= causare, provocare. E’ come la matrice di una stampa o impressione che sorge/nasce diventando al contempo strumento della sua nascita, somministrando piacere attraverso il corpo e permettendo allo stesso l’ottenimento della sua propria natura.

 

Atteggiamento esteriore che simboleggia ed indica un preciso stato interiore di consapevolezza o, per analogia, di ausilio per raggiungerlo. Gesto simbolico di determinati stati di coscienza, e quindi di conoscenza, che – assieme ai mantra ecc.- può suggellare il particolare rito con cui il Guru conferisce l’iniziazione (diksa) al discepolo qualificato (adhikarin).

Le mudra sono quadruplici, cioè riguardano il corpo, le mani, la parola, la mente. …Mudra può essere sinonimo di asana, di una posizione rituale del corpo o del gesto, è una delle cinque sostanze (il grano) usate nel rituale segreto; è uno dei nomi dati alle giovani donne usate nelle pratiche sessuali tantriche.  

 

 

La mano viene considerata da molti fisiologi come una sorta di proiezione del cervello nello spazio, con la sua possibilità di compiere da 20 a 40 milioni di movimenti! La liberazione delle mani e la opponibilità del pollice sono stati due elementi chiave per il salto evolutivo dell’uomo, conducendolo in un ambito più mentale, di coscienza di sé, di potenziamento delle sue possibilità psicomotorie. Pensate che il 60% della superficie cerebrale è dedicata alle mani!

 

Ed è proprio attraverso lo sviluppo dei movimenti sottili che il bambino completa la sua maturazione psicomotoria. In generale gli esercizi delle dita aumentano l’irrorazione del cervello e la capacità mnemonica.

E’ immediato il collegamento cervello-mano quando parliamo per spiegare qualcosa: le mani spesso aiutano a descrivere il nostro pensiero (a volte nei particolari più dettagliati), e forse mantenere le mani immobili ci provocherebbe un senso di conflitto. 

Questa corrispondenza è senz’altro biunivoca, e l’impegno consapevole delle dita nelle forme archetipiche evocate dalle mudra riporta verso il cervello forme pensiero che sostituiscono i pensieri sfarfallanti portando il praticante verso “chittavritti nirodha”, lo scopo e la definizione dello yoga in cui la neutralizzazione del manas e del prana è completa e totale. 

 

Si può dunque dire senz’altro che quello delle mudra è un vero e proprio linguaggio (non verbale), e come tale può riguardare una comunicazione

- Interpersonale (pensiamo a gesti come OK, pollice verso, stai zitto… e se ne possono creare a volontà, purchè ci si metta d’accordo!)

- Intrapersonale (certe mudra mi calmano, mi caricano, mi aiutano a concentrarmi)

- Transpersonale (contatto con il divino) 

 

Hasta Mudra sono i movimenti rituali delle mani nella danza religiosa induista. Questa arte è stata descritta nel Natya Sastra (Testo che si dice sia stata trasmesso 3000 anni fa da Brahma direttamente) Qui ogni gesto è un messaggio chiaro e codificato: le mani e i piedi delle danzatrici sono tinti di rosso per rendere scenicamente più visibili le estremità, in particolare le dita della mano che svolgono un ruolo importante nella narrazione mimata. 

“Dove le mani vanno, lo sguardo segue, lì dove va lo sguardo, si dirige lo spirito, dove si posa lo spirito, si manifesta uno stato d’animo, dove si intensifica uno stato d’animo, nasce la gioia suprema”. Ci sono mudra che evocano vegetali o animali (alberi, colomba, pesce, maiale, tartaruga) o anche stati d’animo (negazione, abbraccio, litigio) o simboli di divinità (Shivalinga etc).

Dal Natya Sastra, capitolo Hastabhinava (descrizione delle mudra): "ARALA MUDRA: "L'indice è incurvato come un arco, il pollice lievemente arrotondato e le restanti dita tutte tese verso l'alto. Questo segno è pervaso da forza, fierezza, eroismo, bellezza, solidità, intendimento divino e dignita. Esso esprime la benedizione e la bontà di Bhava. Quando viene eseguito da una donna rappresenta pure i capelli sciolti che sfiorano il corpo."

Qui la comunicazione delle hastmudra è di tipo interpersonale 

 

Grandissima importanza ebbe il Buddha e il buddismo per la creazione e la diffusione delle mudra.  Questi i sei gesti del Buddha e il loro significato e la circostanza che rappresentano 

 

1 Dhyanamudra Gesto solenne della meditazione (Quando va sotto il fico a meditare)

2 Bhumisparsamudra Gesto solenne della procreazione (Difende il suo posto da Mara il tentatore)

3 Dharmachakramudra Avvio della ruota dell’apprendimento (Decide di predicare la dottrina dopo che si è illuminato)

4 Vitarkamudra Gesto solenne dell’esposizione della dottrina (Inizia a predicare)5 Varadamudra Gesto solenne dell’esaudimento del desiderio (Si concede con misericordia)

6 Abhayamudra Gesto solenne dell’assenza di timore (Promette vittoria sulla paura attraverso l’ottuplice sentiero)

 Nel caso delle mudra create dal Buddha si passa da una comunicazione interpersonale (le diverse incarnazioni del Buddha hanno diverse peculiarità (perdonare, proteggere. incorggiare. accettare la ruota del dharma) entriamo nella comunicazione intrapersonale (il praticante pratica le mudra per entrare in quella attitudine di perdono, protezione. incoraggiamento) 

 

Nella tradizione hata yoga

Qui si parla di mudra in generale. non di hstamudra.

In testi classici di Hata yoga come Hatayoga Pradipika (La lucerna dell’hata yoga) di Svatmarama e Geranda Samhita, le mudra sono elencate nei capitoli che riguardano il controllo del prana, insieme ai bandha: mentre gli asana servono a rendere il corpo fisico (Annamayakosha, cioè “fatto di cibo”) “stabile, sano e leggero”, le mudra hanno a che vedere con una fase più evoluta in cui si padroneggia il movimento del prana e si risveglia la kundalini, per il raggiungimento della meditazione.  In HYP le mudra sono trattate nella terza lezione, dopo asana e pranayama:

“Di conseguenza con ogni sforzo si perseveri nella pratica delle mudra per risvegliare la signora addormentata alla porta di Brahma (la kundalini)” (HYP,3-5) 

 

Nel Gheranda Samhita Mudra e Bandha sono trattati nel terzo capitolo (anga), dopo Shatkarma e Asana.  Vi sono descritte 25 mudra  “che danno siddhi (poteri speciali) o perfezione agli Yogi” (GS, 3-1,2,3). 

In entrambi i testi le mudra consistono in posizioni, bandha, respiro. In particolare le posizioni capovolte (quelle in cui l’ombelico è più alto del palato) vengono considerate mudra (ad esempio Viparita Karani)

Tra le più importanti incontriamo, già nelle tradizioni tantriche: Kechari (l’"eterovaga", che si libra nello spazio (del cranio), che consiste nell'allungare la lingua all'interno delle fosse nasali), Yoni Mudra (il ritorno alla propria origine attraverso l’introversione della coscienza, che consiste nel sigillo della zona perineale) Sambhavi (meditazione sul centro delle sopracciglia), e dalla lettura appare che esse siano un ottenimento, più che uno strumento, cioè, eseguendo le istruzioni date (su posizione, bandha e respiro) si arriva ad ottenerle. 

 

Ecco come lavorano le mudra nella descrizione di Swami Satyananda Sarasvati (vol. Asana, Pranayama, Mudra, Bandha): “Le mudra dirigono il prana nello stesso modo in cui l’energia nella forma di luce o di onde sonore viene deviata d uno specchio o da una parete rocciosa”. Nadi e chakra irradiano prana che normalmente viene disperso: con le mudra questo prana viene ricanalizzato all’interno, e si crea un collegamento diretto tra corpo fisico (annamayakosha), corpo mentale (manomayakosha) e quello pranico (pranamayakosha).  

 

Dice Annik de Souzenelle: “Ogni dito ha il suo segreto e la sua potenza. Tutti i gesti della mano e delle dita che gli yogi e le danzatrici sacre compiono, muovono delle energie che mettono l’uomo in una relazione con l’uno o l’altro aspetto della sua potenzialità divina”. 

 

Praticare le mudra

Le mudra possono essere praticate:

- Con una sola mano (abhaya, varada)

- Con le mani disgiunte che compiono gesti simmetrici (chin, pran, prithivi)

- Con le mani disgiunte che compiono gesti differenti (mudra per la schiena)

- Con le mani congiunte (atmanjali, dhyana, fior di loto, hakini, kalesvara) il che favorisce il contatto tra gli emisferi cerebrali.

AdS: “ I due emisferi cerebrali sono inseparabili dalle due mani (come inseparabili da loro sono i polmoni che esse prolungano!)… Ciò che mi sembra essenziale mettere in luce è che le due mani, in profondità sono una, esprimono le due facce dell’unità, l’unica potenza, l’unica conoscenza che si manifesta nella dualità con il numero 5. Questo, simbolo del germe, è promessa della totalità che le due mani giunte realizzano ricostituendo il 10”. 

 

Dopo essersi messi in posizione comoda (Sukasana, Vajrasana, Padmasana, Ardha padmasana,), portata l'attenzione al respiro e portata coscienza nelle mani e nel loro collegamento con il cuore, la mudra va tenuta il tempo necessario per coglierne la valenza e l'effetto. 

Mani e braccia sono collegati al chakra del cuore (anahata) e rendono la conoscenza attraverso le mani non solo razionale ma anche emotiva, partecipata.

Si possono anche creare piccole sequenze, creando una piccola danza che diviene sempre più armoniosa e fluida.

AdS “Tutto ciò che può essere oggetto della nostra meditazione è a portata di mano, a condizione che la mano prolunghi il nostro cuore”.  

 

Alle cinque dita delle mani sono stati attribuiti tantissimi significati: sono state collegate ai pianeti, agli elementi, ai chakra, agli organi del corpo (meridiani medicina cinese), ed è per questo che gli hasta mudra vengono utilizzati anche a scopo terapeutico. In questo ambito ho constatato che le mudra  sono prescritte in generale per 15 minuti 3 volte al giorno. 

 

Mudra per la meditazione 

DHYANI MUDRA (gesto di meditazione, contemplazione)

Mano sinistra a coppa sulla destra, pollici uniti (dunque gomiti aperti) La coppa è la vuotezza limpida della mente, la disponibilità al surrender.. 

 

CHIN MUDRA e JNANA (gesto della conoscenza e della consapevolezza)

Pollice e indice riuniti (Brahman e Atman) o punta dell’indice sulla piega del pollice e le altre tre dita estese (tamas, rajas e sattva). 

Chin ha il palmo verso l’alto, Jnana più verso il basso

La mudra si trova anche nel buddhismo e in alcune raffigurazioni bizantine di Gesù, ed è usato dal sacerdote dopo l’eucarestia.  

 

ANJALI o ATMANJALI MUDRA (gesto di preghiera)

Mani con palmi a contatto all’altezza del cuore.

Favorisce il raccoglimento interiore, crea armonia, equilibrio, silenzio e pace. Sostiene una richiesta. Il contatto delle due mani armonizza i due emisferi del cervello.                                                          

 

Bibliografia essenziale

S.Satyananda Saraswati  “Asana Pranayama Mudra Bandha” (Satyananda Edizioni)

Swatmarama “HataYoga Pradipika” (Edizione consigliata)                                                      

“Gheranda Samhita” (Edizione consigliata)

Annick de Souzenelle “Il simbolismo del corpo umano” (Sale della Terra)

Matthias Mala “Mani magiche” (Armenia)

Gertrud Hirschi “Mudra lo yoga delle mani” (Punto d’incontro)