Tribal Bellydance e Tribal Fusion

Un modo rivoluzionario di usare il corpo e le sue infinite possibilità

Sede: Via Pomezia 12 (MM1 e MM2 Loreto)

Martedì Tribal Fusion 19.00-20.00 con Martina Campanelli
Mercoledì Conteporary tribal fusion 19.30-20.30 con Maria De Laurentiis

Stages di Tribal Bellydance con Ines Re

la domenica.

Tribal Fusion Connection

Uno spazio in cui studiare con diverse insegnanti e una piattaforma per esibirsi! A breve maggiori informazioni.

Lezioni periodiche con Chiara Sangiovese

corsi di tribal bellydance e tribal fusion a milano

Danzatrici Tribal a Milano

La tecnica Fusion

Si basa su un forte controllo del corpo; in particolare sull’uso selettivo della muscolatura.

Assetto posturale, stretching consapevole e potenziamento mirato sono le indispensabili fondamenta dalle quali sviluppare la proprie possibilità coreutiche. L’attenzione a “come sta il corpo” nella quiete e nella danza rappresenta il punto di partenza per correggere le posture scorrette, allungare i muscoli, evitare l’affaticamento e lavorare sulla pulizia dei movimenti.

Le tecniche d’isolazione si allenano tradizionalmente a terra; il percorso di ogni allievo sarà quello di “smontare” i diversi segmenti del corpo utilizzando in un primo momento il pavimento come alleato per sentire i singoli muscoli e attivarli indipendentemente gli uni dagli altri. Apprendere l’utilizzo selettivo della muscolatura ci consente di giocare con delle “singole lettere”, per poi creare tantissimi vocaboli nuovi (talvolta veri e propri giochi di parole!) che, componendosi, costituiranno il lessico fusion.

Studiando così un puntuale utilizzo di braccia, spalle, busto, bacino e gambe – si giunge poi alla riproposizione degli stessi elementi all’interno di dinamiche variate e stratificate, in piedi per danzare con le nuove capacità acquisite.

Il lavoro si concentra sulla possibilità di far lavorare parti diverse del corpo su movimenti differenti in uno stesso momento, fino a giungere alla riproposizione di queste dinamiche nello spazio – con diversi tipi di camminate, variazioni di direzione, livello e tempo.

Come si può facilmente intuire, questo stile contiene un discreto livello di difficoltà tecnica – e richiede pazienza e impegno. Non si imparano soltanto dei “passi”, ma un vero e proprio nuovo utilizzo del corpo (tra l’altro culturalmente molto distante da ciò cui siamo abituati). È un lavoro bellissimo e progressivo su se stessi, che ci insegna che con costanza e passione possiamo imparare a fare cose impensabili! Tutto questo non può essere acquisito in un giorno, e così bisogna lavorare sulla percezione di sé stessi, in particolare della muscolatura interna, e lasciare il tempo che questa si sviluppi per poi cominciare a vedere dei risultati.

Proprio per questo, è importante il livello di gioco e divertimento. Non solo per non cadere in frustrazione in un primo momento in cui i muscoli e la coordinazione si devono ancora sviluppare, ma anche per imparare meglio. Così come i bambini testano se stessi e imparano tutto ciò che serve loro giocando, così possiamo fare anche noi; la danza può essere un bellissimo gioco da grandi, con le stesse potenzialità di strutturazione psicocorporea. Lungi da essere una leggerezza, giocando si impara meglio.

La tribal a Milano

Nel 2004 approda a Milano una nuova forma di danza, nata in America, nella zona di San Francisco, sul finire degli anni ’80: la American Style Bellydance (A.T.S.), ideata da Carolena Nericcio e la sua compagnia Fat Chance Bellydance. Ecco nascere i primi corsi di questa danza, che si ispira alla Danza del Ventre, a quella indiana ed al Flamenco, e utilizza costumi coloratissimi e gioielli entici, orientali. Si balla sempre in gruppo, la “tribù” (per questo “tribal”), nel quale i danzatori comunicano fra loro improvvisando, grazie a combinazioni di movimenti codificate ed a particolari segnali o suoni che il leader fa agli altri partecipanti. Non c’è quindi una coreografia ma una serie di piccoli modelli coreografici che vengono memorizzati ed utilizzati secondo le necessità espressive.

Trattandosi di una danza creativa, che si ispira a discipline diverse, le sue potenzialità sono infinite, e si è evoluta tantissimo in direzione della contaminazione, fondendo yoga, hip hop (soprattutto Popping), Pilates, danza mederna, contemporanea, africana e molto altro ancora in maniera sempre più complessa e spettacolare, e dà origine a performances solistiche e coreografiche anche molto lontane dallo spirito originario della “tribe”. In tutto il mondo ci sono tantissimi danzatori che fanno Tribal Fusion, seguendo l’esempio di ballerine come Rachel Brice o Sharon Kihara.

Ecco un esempio della danza di Carolena Nericcio con la sua compagnia Fat Chance: