Progetto: Sud Italia!Pizzica, Tammurriata, Tarantella, Tamburello
GRANDE FESTIVAL "MOVIMENTI" 1,2,3 LUGLIO 2010
GIOVEDì 1 LUGLIO
lo storico CANZONIERE GRECANICO SALENTINO è in formazione rinnovata e presenta il suo nuovo CD Focu d'amore
VENERDì 2 LUGLIO
Doppio concerto, 13 artisti in scena! il nuovo CD di MASSIMO FERRANTE, Jamu Quartet, viaggio in tutto il sud tra modernità e tradizione, e a seguire lo storico militante “Gruppo Operaio E’ZÈZI” presenta, in speciale anteprima per Movimenti Festival, il Cd di prossima uscita Ciente Paise
SABATO 3 LUGLIO
grande festa di chiusura con CANTOANTICO in ensemble con gli istrionici attesissimi suonatori vesuviani NANDO CITARELLA e UGO MAIORANO
Ogni sera la musica e i balli continuano anche dopo i concerti del grande palco! con vari gruppi a sorpresa, esibizioni e ronde spontanee...fino alle 3 di notte, con birra a volontà!
Appassionati dei mondiali di calcio, ce n'è anche per voi: dalle h 20 brillante radiocronaca e proiezione delle partite su maxischermo a cura di Radio Popolare!
Per informazioni visitate anche il sito internet del gruppo musicale Canto Antico
I laboratori del Progetto: Sud Italia! si tengono in collaborazione con Francesca Di Ieso, Marcello Lomascolo, Loredana Leo, Massimiliano Murgo, Antonio Pani, Raffaele Argiento, Cantoantico Movimenti e il gruppo musicale Canto Antico
Si tratta di lezioni multimediali che, attraverso la danza, la musica e le loro culture di riferimento esplorano Pizzica Pizzica, Tammurriata, Tarantella, Danze, Balli, Feste, Tamburi a cornice e Tamburelli, insomma, l'anima delle tradizioni di musica e danza dell'Italia del Sud!
“Ci sono molti modi di vedere, leggere, intendere quei fenomeni popolari (feste, balli, processioni, culti, riunioni, rappresentazioni, cerimonie, ricorrenze legate a date e luoghi), per loro stessa natura polivalenti, dove coesistono il motivo individuale e quello collettivo, il momento del sacro in sé inesprimibile, vago, senza limiti, incerto, spaventoso e insieme affascinante nel suo mistero, e quello rituale, certo e accertante, ripetibile, nei suoi limiti e legami di religione, e nelle sue forme stabili e rassicuranti, nella sua simbolica chiarezza e rigidità di schemi e formule. E c’è insieme una componente storica e sociale, una condizione di vita subalterna che in queste forme tramandate si esprime, con le sue contraddizioni, diversamente secondo il tempo e le alterne possibilità. E c’è una componente esistenziale e personale, con i suoi esorcismi, i suoi tentativi di difendersi contro il pericolo sempre attuale della perdita di una fragile presenza. E si può guardare queste feste come lo specchio di una realtà popolare, che si salva con esse e con il loro linguaggio di segni dalla distruzione da parte della classe dominante e della sua cultura.”
(Carlo Levi, dalla prefazione a "Chi è devoto feste popolari in Campania")