laboratorio di danza, canto e ritmica di Pizzica e Tammurriata
Periodicamente il Mosaico organizza con Canto Antico il laboratorio “Ronda”.
Ronda è una occasione per ricreare la dimensione corale del rituale della tarantella, attraverso la danza, il canto e il ritmo dei tamburelli. L’esplorazione dei codici comportamentali nella ronda (cioè nel cerchio in cui si svolgeva la danza) e del canone espressivo sotteso alla danza, cioè del sistema di elementi formali fissati dalla tradizione, ne sarà il necessario presupposto.
Breve descrizione dei laboratori:
Laboratori di danza (pizzica e tammurriata):
incentrati sulla tecnica della danza (postura, passo base, possibili variazioni), sulla coreografia (lo spazio della danza, lo spazio tra i danzatori) e sul linguaggio coreutico, con particolare attenzione alla ricerca della personale espressività all’interno del canone tradizionale.
Laboratorio di canto (canto sul tamburo):
non è un lavoro a sé stante, ma trasversale ai laboratori di danza e tamburello, trattandosi di un laboratorio di repertorio più che di tecnica del canto.
L’esperienza viene proposta per una descrizione più completa del fenomeno della tarantella intesa come evento rituale collettivo.
Laboratorio di tamburello e tammorra:
Il programma prevede un’analisi comparata delle diverse tecniche regionali (cioè delle tarantelle campane, pugliesi, calabresi e siciliane) quindi lo studio di un tecnica esecutiva in particolare; questa, scelta con il gruppo di lavoro, verrà approfondita anche in relazione alla struttura del canto sul tamburo che tradizionalmente accompagnava la danza.
Nella fase conclusiva del laboratorio i partecipanti saranno invitati a suonare per i partecipanti dei laboratori di danza e repertorio di canto e ricreare con essi la Ronda.
(NB: evantualmente sono disponibili tamburi per coloro che ne fossero sprovvisti)
Descrizione delle danze:
La pizzica pizzica, che fa parte della più ampia famiglia della tarantella, è la danza della festa in Salento, generalmente ballata da un uomo e una donna (ma anche da due uomini o due donne) essa veniva eseguita in occasione di battesimi, matrimoni, raccolta del grano, vendemmia, etc. Attraverso la memoria orale è giunta fino ai giorni nostri e attualmente sta vivendo una stagione di fama ed enorme diffusione a livello nazionale, con tutte le trasformazioni dell’apparato coreutico-musicale tradizionale che ovviamente ne conseguono.Il senso profondo della pizzica si manifesta ancora nella ronda, cioè nel cerchio di suonatori e spettatori che descrivono il perimetro della danza, creando lo spazio sociale per il rituale collettivo.
La tammurriata, antica forma di canto sul tamburo legata ai rituali collettivi del raccolto, della vendemmia, delle feste religiose, costituisce una complessa e affascinante forma espressiva della cultura contadina campana, che ancora si tramanda secondo i canoni della trasmissione orale.Si accompagna ad essa il ballo sul tamburo scandito dal ritmo binario della tammorra, danza antica e terrena, carica di simboli e gesti ritualizzati, dalla forte connotazione erotica.La tammurriata è legata al culto della Madonna, per la quale il popolo campano manifesta profonda radicata devozione. I santuari della Madonna dell’Arco, della Madonna delle Galline, della Madonna dei Bagni, ecc. ogni anno diventano meta di pellegrinaggi e aggregazioni, si formano paranze, si raccolgono offerte, si preparano toselli, divise, carri; accanto alla liturgia religiosa ufficiale si impone una cultura espressiva autoctona e complessa: la tammurriata ne è l’espressione più accattivante.