Cajon

La gioia di suonare le percussioni nel flamenco

foto di cajon con francesco perrotta

Francesco suona durante uno spettacolo

Sabato 2 Aprile 2016 Stage di cajón
Dalle 10 alle 13 livello 1, dalle 14 livello 2

Un metodo semplice, intuitivo e divertente che porta a fare amicizia sempre più con il ritmo. Sono previsti 3 livelli di difficoltà, per portare gli allievi a giocare al meglio con lo strumento. Con Francesco Perrotta

Introduzione

E’ rivolto a gruppi di  principianti, ed ha durata di 3 ore durante le quali viene presentato lo strumento, le sue origini, come può suonare. Viene introdotta la tecnica di base allo scopo di cominciare a produrre ritmo, curando la qualità e la naturalezza del suono.

La tecnica viene subito messa in pratica, affrontando diversi ritmi, che nel flamenco si chiamano palos, in 3, 4 e 12 tempi.

Secondo incontro

E’ riservato a chi ha già frequentato il primo livello. Prevede un ripasso generale, ed un approfondimento sull’accompagnamento dei vari palos.

Terzo incontro

Ulteriore approfondimento delle tecniche

Il cajón (= cassa)

foto cajon flamenco

Il cajon flamenco

E’ uno strumento di origine molto semplice: si tratta di una cassa, sulla quale il musicista si siede per suonare. Presenta una superficie anteriore (tapa) di legno più sottile, incollata al resto nella metà inferiore e avvitata nella parte alta, per poter vibrare. La parete posteriore presenta un foro del diametro di una decina di centimetri. La parte alta della tapa ha un suono secco ed acuto, in basso si ottiene invece una frequenza grave.

Lo strumento nasce fra i neri peruviani, modificando le casse per la raccolta della frutta: come nel caso di altri strumenti a percussione afro americani, la gente cercava di ricostruire il suono di alcuni tamburi africani, dato che agli schiavi erano vietati gli strumenti musicali del loro paese.

Negli anni ’50 il cajón assume la forma che conosciamo oggi: un parallelepipedo che misura circa 50 x 30 x 30 cm.

Si tratta di uno strumento povero, che si è raffinato tecnicamente negli ultimi 10 anni, con l’uso di legni diversi, di tecniche costruttive nuove, e via via anche di forme diverse e spesso molto fantasiose,  l’aggiunta di sonagli e corde di bordone all’interno, a contatto con la tapa, che creano nuove sonorità.

foto di manuel soler al cajon

Manuel Soler al cajon flamenco

Il cajón viene impiegato in parecchi generi musicali, e il suo ingresso è da attribuirsi al genio creativo di Paco De Lucia. Quando Paco incontrò questo strumento, ne comprese le potenzialità, e lo affidò al suo percussionista brasiliano, Rubem Dantas.

Da  allora, lo strumento è entrato a pieno diritto, sposandosi egregiamente con le sue sonorità. Oggi sono molti i cajonisti professionisti parecchio dotati. Qualche nome: Israel Suarez “El Piraña”, che è stato l’ultimo percussionista a lavorare nel gruppo di Paco De Lucia, Luki Losada, Paquito Gonzalez, Horacio El Negro Hernandez.

Menzione speciale per l’originalità stilistica del compianto Manuel Soler (vedi foto), che ha saputo trasportare nel suo modo di suonare il cajón le proprie competenze di bailaor, alla ricerca del “matiz” (sfumatura), modulando fra i suoni acuti e i suoni bassi.