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Il flauto arabo nay (o suffara o qawal)

 

 

 

flauto_nayD’origine antichissima, il nay è un flauto di canna (non di bambù), lungo e aperto alle due estremità. Viene suonato mantenendolo in diagonale e appoggiandolo al labbro inferiore. Produce nove suoni diversi e offre al musicista esperto un'estensione di due ottave e mezza.

Il suo nome prende origine dal termine persiano che indica la canna.nay

E' l'unico strumento a fiato usato nella musica colta araba e nella musica rituale sufi.

Lo strumento è di fattura molto semplice: si tratta in realtà di una canna. Tutto sta all'abilità del musicista: richiede una tecnica di soffio molto complessa e permette una grande varietà di effetti onori.

Le variazioni di tono vengono prodotte inclinando lo strumento in maniera diversa.

In Iran e nel mondo arabo, chi è esperto nel suonare il nay riesce ad ottenere da questo semplice strumento una incredibile varietà di suoni, che lo rendono estremamente espressivo; la posizione delle labbra, delle gengive e, ovviamente, delle dita permette di modificare sensibilmente la qualità del suono, di passare improvvisamente da un suono acuto a uno grave.

Il nay è lo strumento principe della musica legata alla poesia mistica: evidente è il legame fra le sonorità leggere del flauto e il soffio dello spirito, che fluisce nel cuore del mistico sufi alla ricerca di Dio, ma anche quello fra le asperità del suono e la forza della natura.

 

 

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