Il Mosaico

Il Mosaico Arti Danze Culture

Via Pomezia, 12 - 20127 Milano
Via Passeroni, 6 - 20135 Milano

C.F. 97205050152

Per info su corsi lezioni e seminari

 

TEL. 02.5831.7962

CELL. 339.2130364

Email: info@ilmosaicodanza.it

tu sei qui: home -> hilal dance danza contemporanea egiziana -> danza e musica araba -> strumenti musicali arabi -> darbouka o tablah

Darbouka o tabah egiziana

Lo strumento ha diversi nomi, con varianti regionali: Darbouka, darabukka, derbuka, derbakkeh, o tablah (in Egitto). Tablah significa tamburo, mentre gli altri termini derivano dalla radice araba drb che indica il percuotere. Per la sua sonorità si presta tradizionalmente all'accompagnamento della musica Baladi Egiziana, mentre risulta meno adatto alla musica colta, i cui strumenti, poco sonori, sono molto delicati e si  esaltano al meglio con l'accompagnamento del Riqq, il tamburello. Nella musica popolare sha'abi normalmente si una un particolare tipo di Darbouka, detto Doholla, che ha la forma di una normale Tablah ma è più grande.

tablahdarbouka_200La darbouka è un tamburo tipico del nord Africa, del medio oriente e dei paesi balcanici.

E' costituito da un vaso di ceramica o di terracotta a forma di clessidra su un lato del quale viene applicata una pelle di montone, di capra o di pesce, incollata o tesa con delle corde. La pelle di pesce è più tipica dell'Egitto e del Medio Oriente, e viene considerata la migliore in termini di qualità del suono.

Oggi la darbouka viene quasi sempre prodotta con un vaso di metallo e invece della pelle si utilizza uno speciale materiale plastico: il metallo, spesso rivestito di terracotta, è molto meno fragile del vaso tradizionale e la membrana di plastica offre soprattutto il vantaggio non di essere sensibile all'umidità e di non aver bisogno di essere riscaldata adeguatamente per suonare. Con gli strumenti tradizionali era sempre necessario lasciarli accanto ad una fonte di calore per fare in modo che la pelle si seccasse e raggiungesse così il giusto grado di tensione per permettere una adeguata produzione di suono. La membrana di plastica della darbouka di oggi è dotata di 4 o 6 viti a brugola, che permettono di modificarne la tensione a gusto del musicista.darbuka_turca_150

La darbouka turca (nell'immagine qui al lato) ha il vaso con il piede più stretto e oggi viene prodotto di metallo senza rivestimenti.

Il musicista appoggia la darbouka su una coscia in orizzontale o la trattiene fra le gambe. Si suona con 2 mani.

Lo strumento è ricco di sfumature melodiche, che si ottengono toccando la pelle in manera diversa e in luoghi diversi: al centro il suono prodotto è più sonoro e grave e viene detto “Dum” mentre sul bordo si possono produrre suoni più acuti e secchi, chiamati “Tak”.

Alcuni compositori europei hanno usato la darbouka come strumento d'orchestra, come Berlioz nell' Opera Trojan (1869) e Carl Orff nel Prometeo (1968).

 

Oggi lo strumento è sempre più diffuso in vari generi musicali fusion.

 

tablah_darbouka_2_100tablah_darbouka_8_100tablah_darbouka_7_100tablah_darbouka_6_100tablah_darbouka_3_100tablah_darbouka_4_100

Ultimi Aggiornamenti sull'Argomento

Doholla o tar

doholla o tar

Doholla o tar   La Doholla è un tamburo a calice diffuso ella musica popolare rurale egiziana. E' praticamente una tabla egiziana o darbouka più grande del normale. Tradizionalmente la doholla è fatta di argilla cotta e rivestita di pelle di pesce o di montone, ma oggi è di metallo con membrana di nylon, come tutte le percussioni. La qualità di suono della pelle naturale è in questo strumento nettamente superiore, perché il timbro rimane più grave e meno metallico. La sua misura non è standard: ne esistono infatti di dimensioni diverse, con la superficie della pelle da due a tre volte maggiore di quella di una normale darbouka. Si suona proprio come una darbouka, meccanicamente, ma ne

Mazhar o tar

mazhar o tar

Mazhar o Tar Si tratta di un grosso tamburo a cornice dalla sonorità grave, munito di e doppie coppie di cimbali di ottone. Ciò che lo caratterizza è, più che il diametro, che in realtà è più simile ad un tamburello Riqq che ad un Bendir, è lo spessore, che raggiunge facimente i 20 cm.Il mazhar viene a volte chiamato tamburello a due piani perché in effetti ha uno spessore tale da dar l'impressione di essere costituito da due tamburelli sovrapposti.   Un tempo era costruito su una cornice di legno su cui veniva tesa una pelle di pesce o di capra o più anticamente di gazzella ma oggi si usa appoggiare una membrana di plastica, non sensibile alle variazioni di clima e temperatura, ad una

Bendir

bendir

BendirSi tratta del tamburo a cornice per eccellenza, diffuso in tutto il Maghreb, con varianti locali in termine di forma e dimensioni.Normalmente è costituito da una cornice di legno, sulla quale viene tesa una pelle, solitamente di capra.Il Bendir è usato in tutti gli ambiti di musica popolare rurale e tradizionale.Si presta molto bene ad essere suonato camminando, per cui risulta perfetto per animare le feste di paese. Sotto la pelle, all'interno dello strumento, possono venir poste delle corde di budello o di nylon per dare allo strumento il suo caratteristico suono vibrato. Alcuni bendir possono anche essere completati con anelli metallici, sempre all'interno dello strumento, p

Sagat cimbali crotali zill

sagat cimbali crotali zill

Cimbali, Sagat, Zill, Crotali  I cimbali, detti anche più genericamente crotali, si chiamano sagat in arabo e zill in turco; sono piccoli strumenti a percussione molto usati in medio oriente. Data la semplicità della loro forma, sono strumenti molto antichi: le prime testimonianze della loro esistenza risalgono all'800 a.C. Si tratta di due piattini metallici, solitamente di ottone, bronzo o rame, qualche volta d'argento, appartenenti alla famiglia degli idiofoni (gli idiofoni sono strumenti musicali il cui suono è prodotto dal materiale stesso di cui è fatto lo strumento senza far ricorso a corde o altri oggetti). Al centro presentano una cupola, al colmo della quale c'è un pic