Stages di Cajon

L'approccio allo strumento in questi stages sarà molto pratico, fisico ed istintivo piuttosto che teorico... un pochino "all’Africana".
Stage 1
Lo “stage 1” è rivolto a gruppi di 3/5 persone principianti, ed ha durata di 3 ore durante le quali viene presentato lo strumento, le sue origini e la sua fatttura, viene introdotta la tecnica di base per suonarlo. La tecnica viene subito messa in pratica, ed applicata a diversi ritmi (palos) in 3, 4 e 12 tempi.
Stage 2
Lo “stage 2” è riservato a chi ha già frequentato lo “stage 1”. Prevede un ripasso generale, ed un approfondimento sull’accompagnamento dei vari palos.
Stage 3
Ulteriore approfondimento delle tecniche
Il cajón (= cassa)
E' uno strumento di origine molto semplice: si tratta di una cassa, sulla quale il musicista si siede per suonare. Presenta una superficie anteriore (tapa) di legno più sottile, incollata al resto nella metà inferiore e avvitata nella parte alta, per poter vibrare. La parete posteriore presenta un foro del diametro di una decina di centimetri. La parte alta della tapa ha un suono secco ed acuto, in basso si ottiene invece una frequenza grave.
Lo strumento nasce fra i neri peruviani, modificando le casse per la raccolta della frutta: come nel caso di altri strumentia percussione afro americani, la gente cercava di ricostruire il suono di alcuni tamburi africani, dato che agli schiavi erano vietati gli strumenti musicali del loro paese.
Negli anni '50 il cajón assume la forma che conosciamo oggi: un parallelepipedo che misura circa 50 x 30 x 30 cm.
Si tratta di uno strumento povero, che si è raffinato tecnicamente negli ultimi 10 anni, con l'uso di legni diversi, di tecniche costruttive nuove, e via via anche di forme diverse e spesso molto fantasiose, l'aggiunta di sonagli e corde di bordone all'interno, a contatto con la tapa, che creano nuove sonorità.
Il cajón viene impiegato in parecchi generi musicali, e il suo ingresso nel flamenco è da attribuirsi al genio creativo di Paco De Lucia. Quando Paco inconntrò questo strumento, ne comprese le potenzialità, e lo affidò al suo percussionista brasiliano, Rubem Dantas (nella foto a destra).
Da allora, lo strumento è entrato a pieno diritto nel flamenco, sposandosi egregiamente con le sue sonorità. Oggi sono molti i cajonisti professionisti parecchio dotati. Qualche nome: Israel Suarez "El Pirana", che possiamo ascoltare oggi nei concerti di Paco De Lucia, Luki Losada, Paquito Gonzalez, Horacio El Negro Hernandez.
Menzione speciale per l'originalità stilistica del compianto Manuel Soler (vedi foto a sinistra accanto alla descrizione degli stages), che ha saputo trasportare nel suo modo di suonare il cajón le proprie competenze di bailaor, alla ricerca del "matiz" sfumatura, modulando fra i suoni acuti e i suoni bassi.