Tango extremeño
Probabilmente nell’origine del Tango vi è una influenza della musica afro-cubana, entrata in Spagna dal porto di Cádiz, modellatasi sul gusto degli spagnoli e in seguito afflamencatasi.
Si tratta di un ritmo allegro in 4/4, suonato in scala andalusa.
I tangos extremeños sono nati dall’evoluzione dei tangos di Granada più che di quelli della zona ovest dell’Andalusia. Sono stati definiti impropriamente “tangos canasteros”, soprattutto in Andalusia, o anche “tangos portugueses”, ”tangos de La Picuriña” o “tangos de La Luneta”, ma la denominazione più corretta è “Tangos de Badajoz” o “Tangos de la Plaza Alta (de Badajoz)”, dato che è là che nacque e si sviluppò il Tnago dell’Estremadura.
Il tango extremeño è, rispetto agli altri stili di tangos più cadenzato, e si adatta meglio al compás binario, ha molta ricchezza musicale e parecchia varietà nei melismi.
Alcuni cantaores allungano moltissimo i tercios, e si avverte nel cante l’influenza del Jaleo.
Letras di Tango extremeño
Que ponme la mano aquí
Catalina mía;
Que ponme la mano aquí,
Dond´el otro día
(Mettimi la mano qui, Catalina mia/ mettimi la mano qui/ Come l’altro giorno)
Que si te gustan los mis ojos,
se los pides a mi madre.
Y, si te dice que no,
Retírate y no te enfades”
(Che se ti piaccioio i miei occhi/ chiedili a mia madre/ E se ti dice di no/ Ritirati e non ti arrabbiare)
Si pasas por Badajoz,
pregunta por La Luneta;
allí está “El Perigrino”
pasando por la verea
(Se passi per Badajoz/ Chiedi dve’è La Luneta/ Là c’è “El Perigrino”/ Che passa per il sentiero)
Tú te vienes querelando,
porque vienes de Madrid:
Si tú eres de Badajoz
eso no te pega a ti
(Vieni litigando/ Perché sei di Madrid/ Se sei di Badajoz/ questo non ti coinvolge)