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Soleá por Bulería

Questo cante viene spesso chiamato in modo diversi: Bulería por Soleá, Soleá por Bulerías, SoleaBulería, Bulería pa’ escucha’, Bulería al golpe. Non si tratta di una Soleá interpretata con un ritmo più leggero e rapido (infatti la melodia della Soleá è molto diversa), ma di una Bulería lenta, tanto è vero che anticamente, nelle prime incisioni discografiche sui cilindri di cera, veniva sempre presenta come Bulería.

Si può considerare l’anello mancante fra la Soleá e la Bulería, sia dal punto di vista dell’atmosfera che da quello della velocità. Condivide con ambedue la struttura ritmica. Mantiene la profondità ed il compás della Soleá, prendendo a prestito la leggerezza della Bulería. Il risultato è un cante con grande tensione e profondità. Ha un ritmo incalzante, che crea una tensione, un clima di mistero, come a dire “vorrei ma non posso, non voglio ma devo”. Si adatta molto bene alla forza del baile maschile, ma viene interpretata univerasalmente da uomini e donne. Magistrale nel genere è l’interpretazione di Juana Amaya.

Il termine Bulería è una deformazione gitana del castellano burlería, burla. Il cante por Bulería è infatti molto scherzoso, ironico.

Storicamente, le Bulerías nascono a metà dell’800, precisamente nel quartiere di Santiago a Jerez de la Frontera, intorno alle famosissime Calle Nueva e Calle Cantarería di cui si canta in varie letras, prendendo il compás dalla Soleá.e rendendolo più leggero, forse con il fine di accompagnare i bailes spontanei della gente.

Probabilmente nasce come estensione e sviluppo della parte con cui viene terminato il cante por Soleá.

La tradizione gitana accompagnò la danza popolare di festa con coplas di Soleá, adattandone le melodie e la ritmica, dando origine alla Bulería gitana, che spesso viene chiamata jaleo, jaleíllo o jaleo por Bulerías, o anche Soleá por Bulerías.

La Bulería, dice Manuel Ríos Ruiz, è ironia e satira del gitano fatta grazia

Esistono tantissim diversi stili di Bulerías, con parecchie varianti locali. Genericamente si possono distinguere due famiglie di Bulería: “Bulerías festeras”, finalizzate al baile, e “Bulerías al golpe”, finalizzate al cante, centrate sul cante, che solitamente si chiamano Bulerías por Soleá o anche Soleares por Bulerías.

Le “Bulerías festeras” spingono alla danza, e parlano di temi scherzosi se non decisamente piccanti, mentre le “Bulerías al golpe”, anche dette ““Bulerías pa’ escuchá”, dedicate all’ascolto, non sono nate per la danza, anche se da diversi anni vengono frequentissimamente inserite nel repertorio dei bailaores.

E’ spesso delfinita “Bulerías pa’ escuchar” Bulerías da ascolto.

 

 

Struttura musicale

 

La Soleá por Bulerías ha un compás composto, costituito da 12 tempi, che si conclude sempre sul tempo numero 10.

Il compás è lo stesso di Soleá e Bulería:

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12

 

Si suona in scala andaluza, ma nel secondo tercio della letra è frequente un cambio di tono in maggiore, per poi ritornare alla scalal andaluza.

Le coplas si presentano per lo più in due varianti, composte l’una di 3 versi ottosillabi (Soleá corta) e l’altra di 4 versi ottosillabi (Soleà grande), eventualmente uguale ad una Soleá corta con la ripetizione di un verso, con rima assonante o consonante: ABA nel primo caso e ABCB nel secondo.

 

 

Letras di Soleá por Bulerías

 

 

 

El día que me eches de menos

El día que me eches de menos

Vas a salir en busca mía

Como un caballo sin freno

Il giorno in cui io ti mancherò

Il giorno in cui io ti mancherò

Uscirai a cercarmi

Come un cavallo senza freno

El día que me eches de menos

Vas a salir en busca mía

Te vas a volver loca

Como un caballo sin freno

Il giorno in cui io ti mancherò

Uscirai a cercarmi

Diventerai pazza

Come un cavallo senza freno

Tu madre es una judia

Que me ve por la calle

Companerita mala

No me da los buenos dias

Tua madre è un’ebrea

Che mi vede per la strada

Amica cattiva

Non mi dice buongiorno

Mira lo que me hé encontrao

Un nudi que no tiene huevos

Companera mala

Sera del ano pasado

Guarda che cosa ho trovato

Un nido privo di uova

Amica cattiva

Sarà dell’anno scorso

 

Te fuiste de mi vera

El coraz ón a peazos

Como yo a ti bien te camelo

Lo haría por que volvieras

 

Te ne sei andata dalla mia festa

Il cuore infranto

Siccome io ti amo molto

Lo farei perché ritornassi

 

Mira si tu pena es grande

Que casaita y con hijos

Tienes que salir a buscarme

 

Guarda se la tua pena è grande

Che, sposata e con figli,

Devi uscire a cercarmi

Me llaman Curro Frijones

Yo no me caso con la Farotita

Por no tener obligaciones

Mi chiamo Curro Frijones

Non mi sposo con la Farotita

Per non avere obblighi

 

(“Curro Frijones”, nome artistico di Antonio Vargas, era un famoso cantaor morto agli inizi del ‘900, famoso per la sua interpretazione della Soleá e di carattere anticonformista. La letra che oggi si canta in Soleá por Bulerías era una sua letra por Soleá, autobiografica. Giusto per amore di cronaca, pare che alla fine invece si sia davvero sposato con la Farota!)

 

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