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Rondeña

La Rondeña è il cante di Ronda per antonomasia (Ronda è una città in provincia di Malaga).

Qualcuno ipotizza molto fantasiosamente che il nome del palo venga dal verbo rondar, corteggiare, e che si riferisca all’uso di cantare la serenata ad una bella ragazza, diffuso tradizionalmente in varie zone della Spagna, ma in realtà non specificamente in Andalusia: l’idea è creativa ma priva di fondamento.

E’ un cante con coplas di 4 versi ottosillabi spesso in rima, che diventano 5 grazie alla ripetizione del primo verso dopo il secondo. A volte i versi sono direttamente 5.

Esistono due diverse forme di letra por Rondeña, la chica (piccola) e la grande.

Di melodia molto diversa, le due forme condividono la stessa metrica e lo stesso giro di accordi della chitarra.

Normalmente nel baile por Rondeña si usa la letra chica, più semplice e leggera.

La chitarra e il cante disegnano una caratteristica melodia di 4 note che “calano” alla fine della letra, che conclude la stessa rendendo la Rondeña, come tutti i fandangos abandolaos, molto riconoscibile.

Come spesso accade nel Flamenco, è difficile distinguere con precisione assoluta fra vari palos molto vicini fra loro: di certo la rondeña è un palo della famiglia dei fandangos abandoláos, e a volte nella discografia vengono indicate come abandoláo letras di rondeña.

Ricardo Molina e Antonio Mairena affermano chiaramente che la Rondeña è il più antico fandango conosciuto e cantato della zona di Malaga, ma non solo, dato che molto spesso se ne parla nei racconti di scrittori di costume e nei quotidiani del secolo XIX. Si diffuse soprattutto in seguito all’ondata di urbanizzazione che portò molti contadini a riversarsi nelle città, afflamencandosi sempre più.

Il repertorio tematico delle letras è molto vario: per la sua origine di campagna, spesso le letras trattando di temi bucolici ma a volte hanno ispirazione letteraria.

Non si può parlare con precisione di maestri compositori di letras specifiche per questo palo, forse anhce perché la sua diffusione era talmente larga che la gente stessa lo cantava, senza essere professionista.

Molto spesso il cante por rondeña viene usato come cambio di sentido per il cante por malagueña, che non necessariamente deve finire con il cambio, e che comunque potrebbe rematar por jabera o por abandolao.

La zona di Ronda è una serrania, un altopiano che era storicamente popolato di banditi, i bandoleros: è oggi addirittura possibile visitare un museo dedicato al bandolerismo proprio nel cuore della cittadina stessa!

Il cante di Ronda è un cante di macho, di forza e sempre sereno, alieno alle profondità della tristezza di alcuni palos, nato in una zona che, oltre alla presenza storica dei banditi, da sempre ama le corride e l’energia del torear (nell’arena di Ronda sono state create le prime regole dell’arte della tauromachia). L’origine del palo è probabillmente la stessa della malagueñas, ma il paesaggio stesso della montagna, verdeggiante e serena, rende la Rondeña più solare.

Rondeñas vienen cantando,

sobre la cama me siento,

porque, en oyendo rondeñas,

se me alegra el pensamiento...

Vengono cantando Rondeñas,

Mi siedo sul letto,

perché quando ascolto Rondeñas

il mio pensiero si rallegra

Il baile por rondeña, su compas di 6+6 tempi, assimilato quindi al compas di una bulerias lenta, è sereno e il bailaor interpreta passi antichi, che ricordano i piccoli salti delle danze del folklore andaluso.

La Rondeña viene espressa appieno e raggiunge maggiore qualità artistica soprattutto nella chitarra. Venne creata da Miguel Borrul padre, ed arricchita musicalmente da Ramón Montoya. Fra coloro che suonano meravigliosamente por Rondeña ricordiamo Paco de Lucía e Manolo Sanlucar. Fra i cantaores che interpretano oggi questo palo si possono ricordare fra gli altri Fosforito, Antonio de Canilla, Jacinto Almaden, José Menese, Rafael Romero e José de la Tomasa, ma la storia ci dice che addirittura il mitico cantaor Silverio Franconetti l’aveva nel suo repertorio, informazione che ci indica quale attenzione dunque i veri aficionados abbiano attribuito al palo.

A esa liebre no tiradle

Cazadores de la Sierra

A esa liebre no tiradle

Porqué esta haciendo en la tierra

Madriguera pa’ ser madre

Y es muy sagrado lo que encierra

Non sparate a questa lepre

Cacciatori della Sierra

Non sparate a questa lepre

Perché sta scavando nella terra

Una tana per diventare madre

Ed è molto sacro ciò che racchiude

Ay puerta del Picaero

Plaza Real Maestranza

Tus dos columnas en bronce

Niño la Palma y Ordóñez

Cuna de grandes toreros

Ah, porta del Picaero

Piazza Real Maestranza

Le tue colonne di bronzo

Niño la Palma y Ordóñez

Culla di grandi toreri

Puente viejo tu pareces

embellecer con los años

Nazareno, calle Real

fuente de los ocho caños

yo nunca te podré olvidar.

Ponte vecchio tu sembri

abbellirti con gli anni

Nazareno, Calle Real

fonte degli otto cannelli

non ti potrò mai dimenticare

Hay plaza del campillo

Patio de Santa Teresa

Bonita cono una Rosa

Alegre como un chiquillo

Dios mío cuanta belleza

Ah Piazza del Campillo

Patio di Santa Teresa

Bella come una rosa

Allegro come un ragazzino

Dio mio, quanta bellezza!

Por una punta la vieja

por otra punta la nueva

dime tu puente mio

si te lo vas a pensar

Con que Ronda tu te quedas.

Da un lato la (città) vecchia

Dall’altro la nuova

Dimmi tu ponte mio

Se lo puoi pensare

Che rimani a Ronda

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