Milonga
La Milonga, come la Vidalita, fa parte dei palos de ida y vuelta. Nasce dalla milonga argentina degli anni 1855-1890, quella che ha dato origine al tango argentino.
Per uqnto strtano possa sembrare, di tutta la musica popolare argentina, ben poco è passato nel flamenco, appunto Vidalita e Milonga dal sud del paese e giusto qualche tango che Juan Vallejo e Pepe Marchena ascoltarono ed inserirono nel loro repertorio.
Probabilmente la prima Milonga afflamencata fu quella che Pepa de Oro (Josefa Díaz) e sua sorella portarono dall'Argentina, dove erano state in quanto figlie del torero gaditano Paco de Oro (1840-1910), che lavorava nelle Americhe prima di trasferirsi a Madrid nel 1872. Le figlie lo accompagnavano nei suoi viaggi e per questo si costruirono un repertorio misto, adatto ai cafés cantantes dell'epoca. Fecero una tournée in Argentina, grazie all'impresario e cantaor jerezano Juan Junquera, e da quelle terre Pepa apprese la sua famosa milonga, che cantava e ballava al tempo stesso, cosa che si nota dalla struttura stessa del cante, leggero, grazioso e ritmico, malizioso ma con un fondo di tristezza decadente, con questa famosa letra:
Eran las dos de la noche/ y a mi puerta llegó ufano/ con la guitarra en la mano:/"Despierta, divina flor;/despierta, ángel de amor;/las dos están dando ahora; /y son de la madrugá;/y si estás embelesá,/ despierta, divina aurora"/ -ìAy , cuco!/ tu m'estas matando;/ ¡ay Cuco!/ya no puedo más;/ querido, me voy contigo/ donde tú me quieras llevá.
(erano le due di notte/ arrivò un tale alla mia porta/ con la chitarra in mano/ “Svegliati, fiore divino/ svegliati, angelo d'amore/ suonano adesso le due/ e sono le due di notte/ e se sei imbellettata/ svegliati, divina aurora”/ Ay, Cuco/ Mi stai uccidendo/ Che non ne posso più/ Amato, vengo con te/ dovunque tu mi voglia portare)
Pepa non la incise, ma la letra si conservò perché la incise Antonio Chacón nel 1913. Anche Pepe el de La Matrona la imparò da Pepa de Oro, di cui era amico.