Colombiana
La Colombiana viene normalmente annoverata fra i “cantes de ida y vuelta”, stili flamenchi di influenza ispanoamericana.
Si tratta di un cante afflamencato con compás piuttosto cadenzato di 2/4, con sonorità che ricordano il folklore ispanoamericano.
Si suona in tono maggiore, come la Guajira, con la quale condivide l'atmosfera sonora, di solito su scala di La o di Mi.
Nonostante il nome, che deriva più che dal luogo geografico specifico, da un tipo di sonorità che ricordano quelle americane, non se ne può riconoscere l'origine in nessun brano sudamericano in particolare, tanto che alcuni flamencologi non la cosiderano neppure fra i palos de ida y vuelta, proprio perché nulla di simile si trova al di fuori del territorio di Spagna.
Ha copla di sei versi ottosillabi, dei quali i primi due vengono solitamente ripetuti come se fossero un ritornello.
Se escludiamo gli ultimi palos creati, come la galera e la canastera, che sono ancora troppo poco diffusi e troppo recenti per meritarsi un posto al sole nel mondo del flamenco, la colombiana è il più recente stile del flamenco. Sorprende, dunque, che questo palo sia abbastanza conosciuto persino fra i non esperti di flamenco, e che sia molto orecchiabile. Molto poco si è scritto a riguardo, e quel poco è anche parecchio impreciso.
Benché il palo abbia una atmosfera ballabile, non viene solitamente ballato, anche se se esistono parecchie versioni coreografiche, che ne esaltano le similitudini con il tango e il carattere sensuale della musica.
La nascita del palo
La colombiana fu presentata al pubblico flamenco nel 1931 da José Tejada Martín che allora si chiamava el Niño de Marchena, e che poi prese il nome di Pepe Marchena, che la creò prendendo spunto dalla rumba española. L'intervento di questo cantaor fu assolutamente determinante per lo sviluppo del palo, tanto che si può dire che tutti ne seguirono il modello.
La specializzazione di Pepe Marchena su Guajiras e Milongas influì parecchio sulla nuova creazione.Nella seconda parte, il cante por Colombiana concepito da Marchena era interpretato da due voci, delle quali una faceva da controcanto.
Il nuovo cante riscosse subito grande successo.La prima incisione di questo cante datata giugno 1931, col titolo "Mi colombiana” aveva queste letras, "quisiera ser colorete" e "soy un padre Benedicto" con il chitarrista Rafael Nogales al toque.
Fino ad ora i flamencologi non sanno capire come mai el Niño de Marchena abbia chiamato Colombiana questa incisione: non viaggiò mai in Colombia e non si sa da dove abbia tratto il tema.
Insieme con Carmen Amaya, il grande chitarrista Sabicas ha contribuito a dar prestigio alla Colombiana in America, includendola nei suoi concerti di chitarra. Fra l'altro a Sabicas va il merito di aver inciso per primo un solo di chitarra por colombiana, nel 1972.
Nel 1982, Enrique Morente, accompagnato da Manolo Sanlucar, pone le basi ad un nuovo modo di considerare la Colombiana: con l'intenzione di dar seguito alla linea stilistica di Marchena, Morente in realtà velocizzò il ritmo, facendo nascere il modo attuale di cantare la colombiana, che ha ritmo più marcato e ballabile.
Sanlucar in quel periodo accompagnava la bailaora Merche Esmeralda, ed ebbe così occasione di approfondire lo stile.
I cantaores storici che maggiore forza diedero a questo palo furono Pepe Marchena, Angelillo, El Guerrita, El Niño de la Huerta. El Americano.
Negli anni '60 e '70, la Colombiana vide un momento di rifioritura, e si arricchì di nuove sonorità, grazie a vari artisti, fra i quali fondamentale è stata la figura della cantaora Ana Reverte.
Dal punto di vista del cante, la Colombiana si presta ad interpretazioni personali, nelle quali il cantaor può allungare le parti della letra, i tercios, per dar espressione alla sua creatività melodica.
Esempi di letras
Quisiera ser colorete
para adornarte la carita
y darte un beso en los labios
y comerte la boquita;
eres más guapa que nadie
y el sentío me lo quita.
(Vorrei essere colore/ per adornarti il visino/ e darti un bacio sulle labbra/ e mangiarti la bocca/ sei più bella di chiunque/ e perdo la ragione)
Hay un pobre Benedicto
que habita en la serranía,
que de noche vengo a verte
porque no puedo venir de día:
sólo, serrana, por verte
y abrazarte vida mía.
(C'è un povero benedetto/ che abita nella sierra/ e di notte vengo a vederti/ perché non posso venire di giorno/ solo, serrana, per vederti/ e abbracciarti, vita mia)