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Il Djembe

djembe_corso_300Il djembe, strumento solista per eccellenza, è il tamburo africano più conosciuto e diffuso in Occidente. E' diffuso in moltissimi paesi africani.

E' di origine Malinké ed ha probabilmente 700 anni. 

È formato da un fusto in legno dalla caratteristica forma a calice, sulla cui sommità viene montata una pelle, generalmente di capra, precedentemente tenuta a bagno e rasata, tesa mediante corde fissate a due cerchi di ferro.

Nato come strumento per accompagnare la danza, la sua funzione originaria era quella di essere un “tamburo sacro”, poiché veniva (e viene tuttora) suonato in tutte le cerimonie religiose, in quelle legate ai cicli della vita e per celebrare il culto degli antenati.

La grandissima diffusione di questo strumento è avvenuta anche grazie all'uso che se ne fa nei balletti nazionali africani, a partire dagli anni '70. Gli spettatori ne sono subito rimasti affascinati. Le tournée mondiali dei balletti africani hanno portato molti suonatori di Djembé in Europa e in America, per cui lo strumento ha davvero ricevuto una grande visibilità.

Data la notevole diversità di gamma di toni che può produrre, il djembe svolge un ruolo solista fondamentale, permettendo un’infinita varietà di frasi musicali.

Il djembe d’accompagnamento riempie il ritmo, dandogli sostegno.

Originariamente la pelle del Djembé veniva tesa con delle corde che lasciavano passare un po' d'aria, non permettendo al suonatore di produrre suoni gravi ma dandogli comunque la possibilità di ottenere quelle particolari risonanze e quegli schiocchi caratteristici.
Negli anni '50, un musicista francese ha creato un nuovo modo di montare le pelli senza toccare la cassa di risonanza, ispirandosi al modo di costruire le congas: ecco che i suoni gravi sono oggi possibili.

 

 

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Il KrinIl Krin è composto da un tronco cavo all’interno, di legno molto resistente, dato che viene percosso con molta forza. Presenta tre fessure sulla parte lunga, che viene percossa con delle bacchette di legno. Le dimensioni sono varie, da molto grande a piccolo, e il suono, molto particolare, riproduce i rumori della foresta (nasce infatti nelle foreste della Guinea).Lo strumento ha avuto una certa popolarità grazie alle tournée dei gruppi di percussioni guineane, e compare in parecchie incisioni. Può essere strumento solista o di accompagnamento, e può marcare la danza.  

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La KoraStrumento melodico dal suono coinvolgente e “magico”, la kora è diffusa fin dalla prima metà del 1200. Veniva impiegata dai djelí, o griot (i depositari della cultura orale), per cantare le gesta epiche degli eroi dell’impero mandingo. Si tratta di un complesso strumento a corde, composto da mezza calebasse (zucca svuotata ed essiccata) ricoperta da una pelle, normalmente di antilope, da cui sporge un manico al quale le corde sono attaccate. La kora tradizionale ha 21 corde (in passato di pelle di animale, attualmente di nylon) che vengono pizzicate con il pollice e l’indice di entrambe le mani; le altre dita, che impugnano i due bastoni laterali, sostengono lo

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Il BalafonIl balafon, strumento melodico e percussivo allo stesso tempo, riveste una particolare importanza storica, poiché era tradizionalmente associato ai griot e ai cacciatori.È uno xilofono, composto di 21 lamelle di legno, con un supporto di legno e bambù, che vengono percosse con due bacchette, anch’esse di legno, secondo una gamma che va dalle note più basse a quelle più acute. Le lame vengono precedentemente essiccate su una fiamma bassa: questo procedimento permette di ottenere la diversa sonorità di ognuna. Sotto le lamelle vengono introdotte due file di calebasse (zucche svuotate ed essiccate), che fanno da naturale cassa di risonanza. Le calebasse presentano uno o più picc