Il valore della danza e della musica in Africa
L’eurocentrismo, atto a giustificare un comportamento imperialista e soggiogatore, nel corso dei secoli ha distorto e sottovalutato l’apporto culturale, intellettuale, scientifico e artistico dell’Africa alla storia dell’umanità. Chi si avvicina all’Africa scopre un universo che si discosta notevolmente dalla visione falsata che parla di una presunta inferiorità: un’immensa ricchezza culturale e una notevole complessità sociale e politica hanno marcato, infatti, la storia dell’Africa. Questa ricchezza culturale si riflette nell’incredibile varietà del linguaggio artistico africano. In Africa la musica e la danza, indissolubilmente legate, hanno un ruolo fondamentale nella vita delle varie comunità. A differenza di quanto accade da noi in Occidente, dove il momento musicale, il concerto, vede una netta distinzione fra l’artista e il pubblico, che rimane spettatore passivo, in Africa l’evento musicale viene vissuto dal pubblico in maniera attiva, con una forte partecipazione emotiva e fisica: il pubblico “parla” e interagisce con i musicisti e con i ballerini commentando, cantando, battendo le mani e intervenendo nelle danze.
Questo perché nella vita africana la musica e la danza sono onnipresenti e non vengono considerate come un mero passatempo, da ascoltare o guardare per puro piacere “estetico”. La musica e la danza africana hanno da sempre un forte significato culturale e sociale: accompagnano il lavoro degli agricoltori nei campi per incoraggiarli e per rendere la fatica più sopportabile, accolgono i cacciatori di ritorno dalla brousse, marcano i momenti fondamentali del ciclo della vita (la nascita, il battesimo, l’iniziazione, i cosiddetti riti di passaggio, il matrimonio, la morte) e il susseguirsi delle stagioni.
“L’africano non è l’uomo del caffè o del cotone: è l’uomo della danza, i cui piedi acquistano vigore battendo sul suolo duro della savana” L.S. Senghor